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Da Londra un voto per Anna

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Marianna Maggio è nata a Trinitapoli 35 anni fa.
Si è laureata a Siena in Scienze Economiche e Bancarie e si è specializzata in Marketing a Milano. Dopo alcune brevi esperienze lavorative in Italia si è trasferita in Scozia, e poi in Inghilterra, dove attualmente lavora in una multinazionale americana.

Sta studiando per conseguire il suo secondo "degree" in Credit Management. La redazione le ha inviato alcune domande. Queste le sue risposte.

 

D.: Hai scelto di vivere in Gran Bretagna?
R.: Sì, ho scelto di trasferirmi in U.K. perché sono sempre stata attratta da questo paese. Ora però, ritornerei volentieri in patria, nel mio paese, se fosse possibile.

D.: Tra i 20 e i 35 anni c’è il più alto tasso di disoccupazione. Hai una pallida idea di come si potrebbe arginare questa marea di disoccupati?
R.: È un argomento molto vasto che non si può esaurire in poche parole. Molto dipende dalla assoluta mancanza di programmazione. Chi studia, ad esempio, Arte, Restauro, Filosofia, Lettere ecc. non trova lavoro perché si sviluppano soltanto determinati settori e se ne tagliano altri ugualmente produttivi come quelli culturali e sociali. Io, invece, ho studiato Scienze Economiche e Bancarie e in Italia uno degli "sbarramenti" per poter accedere ad un concorso in banca è sempre stato "essere figli dei dipendenti". Si chiama volgarmente “nepotismo”.

D.: Perché i giovani non reagiscono più come nel '68?
R.: Gli anziani dicono: "oggi i giovani vivono nella bambagia". Non si sente più la necessità di lottare per i propri diritti ed ideali. È una generazione, la nostra, più restia ad esprimere il disagio. Sta in silenzio e quando ci sarebbe bisogno di protestare, ognuno pensa: e perché dovrei farlo io? Chi mi appoggerebbe? I giovani hanno anche meno strumenti culturali per uscire dall’isolamento e rinviano ad altri la soluzione dei loro problemi.

D.: Si sta decidendo a Trinitapoli di operare un netto ricambio della classe politica, dando più spazio ai giovani e alle donne: come valuti la proposta di candidare a sindaco una giovane donna e ancor più giovane mamma, la dott.ssa Anna Maria Tarantino?
R.:
Sono completamente d’accordo. Avrei fatto la stessa scelta se avessi vissuto nel mio paese, dando il mio contributo e la mia esperienza professionale. Il fatto, poi, che Anna Maria Tarantino sia mamma da circa un mese le fa onore. È la dimostrazione per tutte le trinitapolesi che la donna, moglie, madre e lavoratrice, debba avere pari opportunità. In questo periodo di maggior cura della prole, soprattutto, può aspirare come qualsiasi uomo ad essere il sindaco della sua città.

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