Risposta della prof. Antonietta D’Introno al presidente Triglione
Caro Presidente,
rispondo, a titolo strettamente personale, ad una lettera che mi ha addolorato più come donna che come consigliera impegnata nelle istituzioni da più di 40 anni.
Non immaginavo affatto che il “rinnovamento e il ricambio generazionale” in politica, obiettivo da noi rivendicato, fossero legati all’obbligo di proporre il tuo nome come candidato.
La scelta di Anna Maria Tarantino è venuta fuori non dalla testa di tizio, caio o sempronio, ma dai cittadini, tanti in verità, che hanno avuto modo di apprezzare l’impegno e la professionalità di una giovane donna.
Mi spiego meglio: la proposta è stata la sintesi di suggerimenti, sollecitazioni, e-mail, SMS, pervenuti da più parti e da vari settori della società trinitapolese. Anna Maria Tarantino sarebbe emersa anche se fosse stato un maschio, perché competenza e intelligenza sono asessuate.
La mia candidatura, poi, a sindaco nel 2006 fu voluta dai compagni di partito e dagli altri sostenitori della lista, perché ero alla testa di un largo movimento di protesta che ha prodotto 4 consiglieri. Di fronte avevamo la destra e tutti i partiti del centrosinistra. Questa lista, sedicente di centrosinistra, della quale facevi parte pure tu, ebbe la fiducia di 5.000 cittadini che sono stati clamorosamente turlupinati con l’ingresso della destra e la cacciata dei tre consiglieri del PD Bersani.
In questi anni in prima fila c’è stata sempre la collega Anna Maria Tarantino, apripista di battaglie ed iniziative che tu stesso hai sempre sottoscritto.
La sua candidatura è stata un naturale e condiviso omaggio al rinnovamento della classe politica nonché un riconoscimento della sua preparazione amministrativa.
Non puoi negare che questa strategia ha influenzato tutte le altre liste e ,tra non molto, anche i paesi vicini imiteranno.
Ogni grande cambiamento si porta dietro strascichi di malumori e incomprensioni. Le scelte giuste, però, si valutano a distanza di qualche anno.
Ho preferito scriverti anche in qualità di insegnante, adusa a “seminare il futuro”, l’unica speranza che abbiamo di cambiare questo periodo di buio pesto, che passerà alla storia come “Basso Impero”.
Infine: il partito dei cittadini e delle cittadine è stato, come abbiamo spiegato pubblicamente, il nome dato alle tre partecipatissime assemblee dei cittadini nell’Auditorium dell’Assunta. Voleva essere l’applicazione di un concetto tanto usato ed abusato in politica: partecipazione.
Termino salutando il presidente del consiglio comunale di Trinitapoli , con il rispetto dovuto alla sua libertà di pensiero. Alla pari della mia e di quella della collega Tarantino.







