aggiornato08:00:00 PM GMT

Sei qui: Politica Trinitapoli Ecco perchè hanno già perso

Ecco perchè hanno già perso

E-mail Stampa PDF

Anna 11 maggio
Sono stata candidata sindaco cinque anni fa ed ho fatto una campagna elettorale abbastanza sobria, senza regalare gadget e senza lanciare anatemi e slogan populisti.
Unica debolezza: i girasoli dell’ultima sera, regalati alle centinaia di donne presenti al mio comizio di chiusura come simbolo di energia, allegria e calore.
Persi le elezioni.

Vinse la lista del sindaco Di Gennaro, solo in apparenza fortissima ma intimamente fragile perché mancava all’interno del gruppo il collante carismatico della “squadra che agisce in sintonia”, nonché l’entusiasmo contagioso di chi è consapevole di stare dalla parte giusta.
Erano come tanti “titani” solitari, ognuno concentrato sul suo orticello di banalità che spacciavano per programma politico.
Dopo appena due anni il bluff è stato chiarissimo ed i cittadini hanno cominciato a vederli come sono: giganti d’argilla. Esseri inanimati, al punto che le loro nuove due liste, che si sono divisi i candidati, si chiamano “Rinascita” e “Trinitapoli da vivere”, essendo stati sino ad ora molto attivi a vendere soltanto i loculi del cimitero (e non è una metafora!).
Oggi, alla luce di quanto è successo, mi rendo conto che la nostra sconfitta fu soltanto sui numeri. In concreto vincemmo su tutta la linea per tre motivi essenziali:
  1. Abbiamo seminato idee, valori e formazione politica. Anna Maria Tarantino è il frutto più evidente di questo lavoro di gruppo.

  2. Abbiamo creato una reale Alternativa ad un sistema di potere e ad un modo di fare politica basato su semplici proclami. Chi non ricorda i numerosi incontri con i cittadini organizzati dal gruppo di opposizione “L’Alternativa” sul Bilancio Partecipativo? Chi non ricorda le altre iniziative sull’UNRRA casas, Rigassificatore, Centrale a biomasse, Gas e Autovelox organizzati insieme ai consiglieri Elia, Lamacchia e Izzillo, cacciati dal sindaco e dal segretario del PD Piccinino, per aver solo manifestato la loro opinione?

  3. Abbiamo riacceso nel paese ed alimentato il sacro fuoco della passione politica. Un vecchio compagno come Gino Di Bitonto (l’autore della battuta di questa settimana di Cumbà Ciccillo e Cumà Loretina) torna ogni sera a casa commosso per la gioia di vedere tante persone in sezione, giovani in particolare, intorno ad un tavolo a parlare di programmi, a scrivere volantini e a preparare iniziative per il giorno dopo. Tutti insieme e non separatamente in ognuna delle proprie camere “private”.

Questa forza che proviene dalla determinazione di Anna Maria Tarantino e dall’entusiasmo del gruppo sarà più travolgente della maestosità dei camper e dei camion, più convincente delle foto dei manifesti, dei caffè e dei panini offerti, dei palloni regalati e degli insulti “cristiani” alle donne in politica, definite “pupe”. È sempre la solita storia. Si stenta a credere che possano esistere donne autonome e capaci di dirigere la casa comunale. Eppure lo fanno quotidianamente: portano avanti tutte le loro attività in casa e fuori casa, senza considerarle eccezionali.
Questa volta Trinitapoli saprà votare bene. E ci saranno anche i numeri a coronamento dei fatti. Perdere significa lasciare dietro di sé il deserto. VIE NUOVE, invece, ha già un campo lussureggiante.

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS