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A. Sannicandro: La grande responsabilità di R. Mennea

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Arcangelo Sannicandro
     Il consigliere regionale Ruggero Mennea, analizzando il risultato delle elezioni amministrative, mi attribuisce la responsabilità della sconfitta del centro-sinistra, allo scopo evidente di nascondere la propria.
     La rottura nel centro-sinistra non è avvenuta affatto, come egli divulga, perché SEL abbia rifiutato la proposta del candidato sindaco Piccinino contrapponendogli la candidata sindaco Anna Maria Tarantino.

A tanto non siamo mai arrivati! Ben altra è stata la nostra preoccupazione durante gli innumerevoli incontri.
     Lo scontro si è incentrato sempre ed esclusivamente, fino all’ultimo incontro, sui confini della costituenda coalizione.
     Sotto l’alta ed invasiva regia di Ruggero Mennea, i suoi compagni di corrente, il sindaco Ruggero Di Gennaro, Rosario Manna e Donato Piccinino si sono rifiutati categoricamente di ammettere al tavolo del centro-sinistra gli ex DS consiglieri uscenti Lamacchia Pasquale, Rosanna Izzillo, Silvestro Elia nonché l’ex sindaco Lillino Barisciano che, sempre sotto la regia di Mennea, erano stati estromessi dalla maggioranza consigliare prima e dal partito poi.
     Dal primo incontro il sottoscritto ha chiesto, preteso, supplicato che si evitasse che anche gli ex DS presentassero una lista per conto loro. Per questo mio ostinato atteggiamento sono stato fortemente osteggiato.
     E quando, infine, infischiandosene delle nostre preoccupazioni e in nostra assenza gli ex Margherita candidarono Piccinino, non potemmo fare altro che prenderne atto e costituire una seconda lista con gli ex DS e con l’IDV e API che, nel frattempo, avevano abbandonato il PD sconcertati per la sua miopia politica.
     Mennea tace, inoltre, che la scelta del candidato sindaco Piccinino provocò immediatamente malumori interni e la fuga di un altro pezzo del PD, cioè dell’assessore all’urbanistica Giustino Tedesco, che trasmigrò nella lista del centro-destra.
     In conclusione e, ribadendo, tra SEL ed il PD non è mai, dico mai, avvenuta una discussione intorno al nome del candidato sindaco.
     L’unica preoccupazione del sottoscritto e di SEL è stata quella di evitare che nascessero due liste, una intorno agli ex Margherita e un’altra intorno agli ex DS.
     Mennea e i suoi amici in loco hanno sempre opposto un netto rifiuto a qualunque ipotesi, non dico di riconciliazione, ma almeno di opportuna alleanza elettorale. Chiunque, sostenevano, poteva far parte della lista tranne gli odiati ex DS.
     Mennea, pertanto, mente sapendo di mentire. E se ne ha il coraggio si assuma le sue responsabilità e ne tragga le conseguenze.
     Per quanto mi riguarda, ritengo di avere compiuto quanto è nelle umane possibilità per evitare che si formassero, come è accaduto, due liste.
     Devo prendere atto, però, che spesso l’odio è più forte della ragione e che all’interno del PD gli interessi correntizi, in questo caso, sono stati più forti degli interessi del proprio partito e della coalizione.

Arcangelo Sannicandro

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