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Non abbiamo avuto paura di Di Feo, figuriamoci di una copia ingiallita!

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Il tentativo del “Movimento dei Cavalli”, risorto il 20 gennaio u.s., di descrivere al rovescio persino l’eloquente registrazione video dell’incontro con i tre partiti del centrosinistra, sta scadendo nel ridicolo. Le immagini parlano da sole e le parole ascoltate, per la prima volta in modo chiaro dalla viva voce di Lillino Barisciano, non destano il minimo dubbio sulla volontà di avere un elenco di candidati di sua esclusiva scelta, nel caso fosse prevalsa la sua candidatura a sindaco. Il contrario, cioè, del significato di coalizione e di democrazia partecipata. Insomma una sorta di spudorata richiesta di “tirannia elettiva”.

La violenza verbale, pertanto, del componente della delegazione, Antonio Andriano ai danni di Annamaria Tarantino, è stata l’epilogo di un’altrettanta grave violenza nei confronti dei cittadini, che non avrebbero potuto avere i rappresentanti dell’intera coalizione in una lista impropriamente denominata unitaria. Le oscenità urlate in piazza , tra l’altro, che Antonio Andriano ha rivolto ai partiti e ad Annamaria Tarantino, durante il “fuori onda autorizzato” del comizio pubblico di Lillino Barisciano, avrebbero dovuto suggerire al leader maggiore accortezza nella composizione della delegazione , al fine di evitare che “un politico anziano provato nel fisico e nella mente”( batcomunica 26 aprile 2016) commettesse intemperanze e rischiasse la sua salute mentale e fisica. Non è stato così.

Un sedicente “Comitato di cittadini per i cavalli a difesa di Antonio Andriano”ora finge di difenderlo facendolo apparire quasi un mentecatto, “un quinta elementare”che si offende e reagisce rabbiosamente perché Annamaria Tarantino l’ha chiamato con il nome con il quale tutti lo chiamano in paese e che viene usato anche da batcomunica in una sua intervista del 17 marzo 2014. Cari amici del Movimento Cavalli, noi continueremo la nostra battaglia per dare al paese una amministrazione democratica e trasparente e cercheremo, come sempre, di non alzare muri divisori con chicchessia. In questi 5 anni di intenso lavoro amministrativo e politico , condotto dai banchi dell’opposizione e svolto nei partiti,non abbiamo avuto paura dell’arroganza del sindaco Difeo e non ci faremo intimidire da una sua copia ingiallita che considera il potere uno strumento per apparire il più “forte”.
La verità è rivoluzionaria e prevarrà anche in questa fase di “basso impero”.