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UNA DOVEROSA PRECISAZIONE SULLO STREAMING DI TRINITAPOLI

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Il tentativo del "Movimento dei Cavalli" di Trinitapoli di descrivere al rovescio persino l'eloquente registrazione video, diffusa e commentata ampiamente sul web in questi giorni, sta scadendo nel ridicolo e cerca di porre vittime e carnefici sullo stesso piano. Si ritiene, pertanto, doveroso

chiarire alcuni aspetti della vicenda per rispetto nei confronti delle persone coinvolte e per evitare la disinformazione di alcuni organi di stampa.

Premessa
Il centrosinistra unito (SEL, PD e PCdI), dopo vari infruttuosi tentativi, si è incontrato con un movimento civico denominato "Movimento dei Cavalli" allo scopo di comporre una lista unitaria per le prossime elezioni amministrative.

Proposta del centrosinistra
Il centrosinistra, come ultimo appello, proponeva la composizione della lista unitaria in cui ogni partito e movimento avrebbe indicato i suoi candidati, per un totale di 17 compreso il candidato sindaco, a garanzia della rappresentatività di tutte le componenti. Si proponeva anche, dopo la composizione della lista unitaria, l'individuazione del candidato sindaco attraverso elezioni primarie da tenersi il 1° maggio.

Rifiuto e controproposta del Movimento dei Cavalli
Il "Movimento dei Cavalli" ha rifiutato la proposta di preventiva composizione della lista unitaria. La tesi espressa dal suo leader, Lillino Barisciano, è la seguente: prima eleggiamo il candidato sindaco e poi spetta al vincitore comporre la lista. In pratica, un vero e proprio ricatto di stampo fascista! Il sindaco diventa un tiranno: se lui vince sceglie addirittura la lista intera dei candidati consiglieri, e non solo la giunta come gli compete, mortificando le componenti a lui non gradite e il lavoro di selezione già compiuto dai tre partiti di coalizione da mesi in pubbliche e affollatissime assemblee; se perde, può tranquillamente defilarsi e scappare un'altra volta perché non c'è nessun candidato che abbia firmato ed accettato la candidatura.
Una proposta indecente (che è possibile ascoltare nel video) che umilia tutti i cittadini che hanno creduto nella unità del centrosinistra, perché si ispira a valori antidemocratici a noi estranei e ad una visione totalitaria della gestione del potere che poco ha a che fare con le tradizioni democratiche dei nostri tre partiti.
Noi aspiravamo ad avere una lista di centrosinistra, non una lista di destra come quella dei Cavalli, composta da un duce e dai suoi intimi, selezionati sulla base del riconoscimento indiscusso del suo ruolo di capo.

Cosa abbiamo risposto alla proposta del Movimento dei Cavalli:

Non c'è stato il tempo di esplicitare con esattezza la nostra posizione poiché ad un invito rivolto a Tonino Andriano, unanimemente conosciuto come Vidocq, della candidata sindaco Annamaria Tarantino di non essere interrotta, questi ha reagito violentemente con il famoso "vaffa...". La frase urlata ha causato l'immediata reazione indignata di tutta la delegazione del centrosinistra, che si è alzata ed è andata via, come si può vedere dal video.

A proposito del soprannome Vidocq, ritenuto la causa della violenza verbale
E'anche necessario, per amore di verità, precisare che il soprannome non ha affatto una connotazione negativa.
Il nomignolo è legato ad un periodo di grande successo, sia per il sig. Antonio Andriano che per il movimento contadino e lo ha sempre rivendicato, anche nei comizi, come un "nome di battaglia" positivo. Esistono sue interviste nelle quali si presenta e viene identificato tranquillamente con il suo soprannome. A Trinitapoli è chiamato da tutti così. Anche la candidata Annamaria Tarantino lo aveva sempre chiamato Vidocq, senza alcuna protesta, prima che risorgesse il Movimento dei Cavalli.
Questa degradazione a insulto di un soprannome storico è dovuta semplicemente all'esigenza strumentale (anche del capo del "Movimento dei Cavalli" Lillino Barisciano che lo chiama sempre così) di giustificare la volgarità del gesto. Il suo nome, negli anni passati, era caduto nel dimenticatoio poiché, a dispetto dei gloriosi inizi della sua vita di sindacalista, dalla fine degli anni '90 in poi, è stato associato più alla figura del "caporale" che a quella del sindacalista. Nelle piccole città del nostro Sud, i soprannomi, anche quelli più strambi, sono uno strumento necessario ed affettuoso per individuare una persona e la famiglia a cui appartiene. E' triste pensare che il sig. Antonio Andriano sia costretto a censurare il proprio "nome storico" soltanto per giustificare la sua violenta reazione. Ora, che succederà ai tanti cittadini che lo chiamano da anni Vidocq? Rischiano anche loro una sedia in fronte?

Conclusioni
L'aggressione posta in essere dal Movimento dei Cavalli è stata solo un espediente per far saltare il tavolo. Basta vedere quante volte e con quale enfasi l'aggressore ripete: "e sciotavinn"( andatevene), mentre il loro capo, Barisciano, non apre bocca e non muove un dito per impedirglielo.
Subito dopo l'aggressione Lillino Barisciano fa circolare sul web un suo video registrato nel quale, senza neanche un accenno di scuse e senza dare alcun peso alla incresciosa vicenda, ripete infastidito che la nostra proposta è del tutto "inaccettabile". Il rilievo dato dalla stampa all'epilogo di questo incontro lo ha costretto a fare e a suggerire dichiarazioni assurde come quella della "diffida" ad utilizzare un soprannome.
Questa brutta pagina di storia politica cittadina, che è stata scritta dal "Movimento dei Cavalli" proprio il 25 aprile, simbolo della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo, deve spingere tutte le forze sane del paese a far ridiventare la POLITICA una esperienza esaltante per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini.

La coalizione di centrosinistra di Trinitapoli