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Il tentativo, poi, di costruire per il futuro un centrosinistra "vero"con volti nuovi, competenze e coraggiosi ed alternativi progetti di sviluppo, desta molta paura in chi coltiva la politica del "divide et impera".

Il problema più serio, comunque, va al di là delle diverse formazioni politiche che riusciranno, più o meno, a convincere i cittadini. La battaglia più grossa che tutti gli uomini e le donne di buona volontà devono combattere è quella contro il grande partito trasversale del BERLUSCONISMO, un corpus di idee e valori che prescindono dal suo ispiratore e che sono uno dei collanti più forti della società odierna.
Individualismo, menefreghismo, razzismo, giovanilismo, mercificazione della persona di qualsiasi sesso sia, competizione sfrenata e consumismo sembrano essere i mali del secolo.

Sono parole astratte?
No, sono esperienze di vita quotidiana che molti preferiscono ignorare.Un esempio? Ecco tre argomenti di cui discutiamo ogni giorno (esclusa la Ruby degli ultimi mesi).

1)Jamal, tunisino laureato in Storia, ex guardiano di un cantiere edile in Puglia, ha vissuto per quasi tre anni in un locale senza pavimento e senza bagno, che un civilissimo bianco di pura razza ariana gli ha fittato a 150 euro al mese. Ne guadagnava 300, ogni mese, rigorosamente a nero.Ora, emigrato in America, è ricercatore all'Università di Yale.

2)Le aziende private (non solo la FIAT), cresciute con contributi "pubblici" (presi dalle tasse pagate dai cittadini virtuosi), con la voce grossa chiedono agli operai di fare sacrifici e di rinunciare ai diritti conquistati in passato con sangue e sudore.

3)Il parlamento italiano ridotto a mercato, dove i Borghezio, le Santachè e gli Alfano offendono ogni giorno la memoria delle Jiotti, dei Terracini e dei Moro di un tempo.

Tre esempi diversi che hanno molti tratti in comune: l'ignoranza e la convinzione che le cose devono andare così.

"U' cafaun addà sta sott"- diceva un vecchio contadino - fino a quando, però, non scopre che nulla è inevitabile e che i rapporti di forza tra le classi sociali cambiano nel momento in cui chi sta sotto alza la testa.
Un appello a coloro che guardano in silenzio questo film dell'orrore: indignatevi, studiate e ribellatevi!