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La società che ha vinto l’appalto riceverà ogni anno per sei anni 126.000 più IVA per fornire al comune 3 unità lavorative e un sistema informatico ma senza assicurare alcun risultato sulla riscossione dei tributi

Le società che hanno partecipato

La corte dei conti ha contestato ai nostri amministratori, e in particolare all’assessore Losapio, di aver fatto crescere l’evasione fiscale a livelli insostenibili che per alcuni tributi raggiunge il 75 % dell’accertato ed ha chiesto di porvi rimedio.

Un assessore normale che avesse a cuore gli interessi della comunità, di fronte a questo autorevole richiamo rafforzerebbe subito l’ufficio tributi o, se proprio non fosse in condizioni di farlo, esternalizzerebbe temporaneamente il servizio riscossione e accertamento tributi affidandolo ad una ditta specializzata con il pagamento di un aggio il meno gravoso possibile. In tal caso il guadagno dell’appaltatore sarebbe vincolato e rapportato all’efficacia del servizio reso. Più il Comune recupera l’evasione, più l’appaltatore guadagna. Il nostro assessore, invece, si inventa un appalto (780.000 euro + IVA a base d’asta) con cui il comune si obbliga a pagare ad una ditta una cifra fissa indipendentemente dal risultato. A tal fine è stata scelta la Golem plus s.r.l., società con sede a Malta! Questa società riceverà ogni anno, per sei anni, € 126.000,00 più IVA per fornire al comune tre unità lavorative ed un sistema informatico. Tradotto in parole semplici, si tratta di un appalto di manodopera con cui il comune si accolla i costi e l’impresa non assicura nessun risultato.

Chiunque capirebbe che si tratta di un’operazione non conveniente per il comune. I consiglieri di opposizione si son sforzati di farlo capire in tutti i modi, ignari che tale operazione sottintende ben altro e non certo l’interesse dei cittadini. Alla pari di altre invenzioni dell’ultima ora, i nostri amministratori vogliono essere sicuri che i successori si ritroveranno ad amministrare con un bilancio impoverito. Dopo aver rinegoziato i mutui a breve scadenza sino al 2044 addossandosi ulteriori interessi per circa € 1.000.000,00, ora è il caso di quest’ultimo incarico che cesserà nel 2026. Non hanno avuto neanche la prudenza di spostare la decorrenza di almeno un anno. È noto che a causa della pandemia molti tributi sono stati sospesi per il 2020 e che molti cittadini avranno quest’anno, difficoltà a pagare le tasse. Resta la certezza del regalo annuale di € 126.000,00, qualunque sia la capacità contributiva dei cittadini. Ciò che emana un olezzo insopportabile è soprattutto la modalità della gara di appalto. Hanno partecipato sette ditte (vedi riquadro). La vincitrice, la Golem plus s.r.l., società non iscritta nel registro dei concessionari, ha offerto di fornire n. 3 unità lavorative più un software al prezzo di € 756.595,54 e cioè € 100.000,00 in più rispetto ad altra ditta che richiedeva euro 655.200,00.

Il lettore si chiederà “Come ha fatto la Golem a vincere?”. La risposta è semplice: ha presentato un’offerta tecnica che è stata giudicata talmente migliore di quella dei concorrenti da neutralizzare il minor ribasso d’asta di € 100.000,00. A questo punto il lettore incuriosito incalzerà: “Come mai il punteggio attribuito alla offerta tecnica della vincitrice è stato tanto superiore rispetto a quello dei concorrenti, considerato che la prevalenza dell’appalto sta nella fornitura di manodopera il cui costo è uguale per tutti i datori di lavoro?” Ma il lettore, ancor più incuriosito, continuerà a chiedersi “Perché in un appalto di tal genere alla offerta tecnica è stato attributo un punteggio massimo 80 e all’offerta economica un punteggio massimo 20?” La risposta è semplice: l’attribuzione del maggior punteggio alla proposta tecnica è decisiva perché la valutazione di quest’ultima è sostanzialmente affidata al potere discrezionale della commissione giudicatrice. L’opposizione ha anche evidenziato con forza un elemento risolutivo per la richiesta di sospensione della gara, ossia che la Golem plus non possiede i requisiti di legge per assumere l’incarico. La Golem plus ha infatti un capitale sociale versato di appena € 2.500,00, mentre una legge recente stabilisce che una ditta per svolgere il servizio di supporto all’accertamento e alla riscossione delle entrate degli enti locali deve essere iscritta in uno specifico albo e possedere un capitale sociale interamente versato di € 500.000,00; ciò a garanzia dei comuni. Alla Golem plus, ripetiamo con un capitale di appena 2.500 euro, in pratica è stata affidata la gestione di entrate comunali di oltre € 8.000.000,00 all’anno.

Sorprendente la risposta a riguardo della consigliera Di Molfetta: “al momento della gara la nuova legge non era ancora in vigore” ignorando che si decade dall’affidamento anche quando il possesso dei requisiti venga meno successivamente. Così come, ancor più sorprendente, è l’ostinato rifiuto dell’assessore Losapio di avvalersi di una norma recentemente introdotta proprio a garanzia dei comuni. Ed infine, non è che per caso la Golem Plus sia partita avvantaggiata essendo già attiva da parecchi anni nel Comune di Trinitapoli? Tutte domande a cui né l’assessore Losapio, né il Sindaco, né altri della maggioranza hanno saputo fornire risposta al consiglio comunale e che i cittadini attendono al più presto.

D.S.

 

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