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Padre BernardinoMi sono messo al computer con l’intenzione di scrivere un articolo sulla dad e sui test invalsi, sulla preparazione dei nostri figli già scadente molto prima della pandemia e della dad, sulla superficialità con cui si giudicano generazioni di adolescenti sulla base di test che non verrebbero superati neanche dai loro genitori, su come è scandalosamente determinante avere le tasche piene di piccioli per garantire un futuro ai propri figli.

Poi, mentre cominciavo a scrivere, mi è venuto in mente il dolce ricordo di padre Bernardino.

Padre Bernardino si incazzava come una iena se non sapevi dire i libri del Pentateuco a memoria. Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deteuronomio: i primi cinque libri del Vecchio Testamento. E chi se li scorda?! Faceva il giro tra i banchi e mollava certi scappellotti! Ai maschi soltanto, però. Le femminucce non le sfiorava.

«Testa di cipolla!», esclamava.

A quei tempi lo amavamo tutti. Ma proprio tutti. Come si faceva a non volergli bene? Quando arrivava l’ora di religione era una festa, anche se sapevamo che qualcuno sarebbe tornato a casa con cinque ditoni stampati sul collo. Come ci piacevano, quei ditoni! Quanto affetto, quanta dedizione, quanta umanità, quanta vita trasmettevano quegli scapaccioni. E quante risate per chi se li beccava!

 

Immaginare Padre Bernardino al giorno d’oggi è surreale.

Padre Bernardino BucciPrima di tutto anziché stare nella sua cella nel convento francescano, starebbe probabilmente in una cella del carcere di Trani, denunciato da qualche genitore per aver usato violenza contro il proprio iperprotetto pargolo. Non sia mai a sfiorarlo, il genio! Per non parlare del grave insulto, dell’umiliazione pubblica, di quel «testa di cipolla!» declamato a gran voce sul derelitto e indifeso figlio di mammà.

In secondo luogo, sarebbe accusato di un reato ancor più grave: l’insegnamento nozionistico. Stiamo scherzando? Imparare a memoria i libri della Bibbia? A cosa servono queste nozioni? La scuola moderna deve infondere competenze, non nozioni. Basta con queste nozioni! I giovani devono essere preparati al mondo del lavoro, pronti per diventare un ingranaggio del business consumistico, esattamente come lo sono stati durante infanzia e adolescenza. A che serve porsi le decine di domande esistenziali sollevate dal racconto biblico? Siamo al mondo: servono solo soldi e capacità di procurarseli, no? A chi importa l’anima?

Per non parlare della discriminazione di genere: perché punire solo i maschi? Pure le femmine devono beccarsi gli scappellotti. Vogliamo la parità!

Scherzo per non piangere, ovviamente.

La verità è che nei miei ricordi c’è una componente nostalgica soverchiante. Forse ricordo la mia scuola e i miei maestri con più affetto di quanto meritassero, forse le esperienze infantili e adolescenziali si colorano positivamente perché appartengono a un periodo felice della mia vita che non tornerà più, forse è semplicemente gratitudine per le persone che si sono prese cura di me nella maniera migliore che conoscevano, anche se la loro maniera migliore comprendeva pratiche oggi in disuso come essere severi, sgridare e bocciare. Forse allora era tutto sbagliato, forse le tecniche di insegnamento odierne sono più efficaci (efficaci per diventare cosa, poi?).

Forse.

O forse, invece, bisogna riflettere sul ruolo derelitto e secondario che la società capitalistica e consumistica assegna agli insegnanti, che sono passati in pochi anni da essere esempio e guida a diventare semplici traghettatori (sottopagati e scarsamente considerati) dei nostri figli, i quali a loro volta da piccoli ingranaggi della società del consumo devono semplicemente diventare (nel più breve tempo possibile e senza pensarci troppo) grandi ingranaggi del medesimo meccanismo.

Padre Bernardino bucci

Se vi piace così, fate pure.

Dal canto mio, non so cosa darei per tornare a quel giorno in cui Padre Bernardino mi «testacipollò» fragorosamente perché avevo osato invertire il libro di Giobbe con quello dei Salmi. Diventai rosso come il cinquedita che puntualmente mi arrivò tra le scapole e imparai una volta e per sempre che Giobbe viene prima dei Salmi e che Padre Bernardino viene prima di Invalsi e Dad.

 

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