Con D.A.D.A. il prof sta fermo. Si muovono gli alunni come all’università
La “Didattica per Ambienti di Apprendimento,” più brevemente denominata D.A.D.A., è un modello didattico nato intorno al 2012 che ora si sta diffondendo in Italia soprattutto nelle scuole secondarie di primo grado. L’istituto superiore Dell’Aquila-Staffa di Trinitapoli e di San Ferdinando è l’unica scuola superiore in Puglia che lo ha adottato 3 anni fa, rivoluzionando orari, arredi e organizzazione interna dei due istituti.
In cosa consiste in breve:
Aule tematiche e non classi fisse. Invece di stare sempre nella stessa aula, sono gli studenti a spostarsi. C’è l’aula di matematica, quella di italiano, di filosofia, di scienze, di inglese, di arte ….ognuna allestita dal docente della materia, talvolta con il contributo degli studenti.
Il prof sta fermo, si muovono gli alunni, come all’università. L’aula diventa “il salotto buono” del docente, con materiali, libri, strumenti didattici a portata di mano. Gli ambienti sono pensati per imparare per cui ogni aula è arredata per quella materia e i banchi diventano isole mobili per lavori di gruppo, con lavagne e computer sempre pronti per l’uso. Insomma l’ambiente, attrezzato e personalizzato, diventa parte della lezione.
Abbiamo incontrato il dirigente scolastico, il prof. Daniele Del Vescovo, in un momento particolarmente soddisfacente e “fertile” per la sua scuola, diventata “visiting school”, punto di riferimento per altre scuole. Ha infatti ricevuto la visita della dirigente e di alcuni docenti dell’ITES Genco di Altamura interessati a conoscere meglio gli “ambienti di apprendimento” del Dell’Aquila-Staffa e desiderosi di acquisire informazioni più dettagliate su questa nuova modalità di impostazione del lavoro didattico.
Il preside ha sottolineato che, al di là del profitto scolastico che sarà analizzato con dati alla mano al termine dell’anno scolastico, uno dei risultati più immediati raggiunti è stato il miglioramento della autonomia degli studenti che hanno imparato responsabilmente a gestire i tempi di spostamento, i materiali e l’ordine dell’aula senza creare gravi problemi disciplinari. Ovviamente l’obiettivo non è solo quello di rendere la scuola meno “fabbrica di banchi silenziosamente allineati” bensì di trasformarla più in un luogo attivo e animato da letture, ricerche e domande. Oltre ad una maggiore autonomia degli allievi si punta, con D.A.D.A., ad incentivarne la motivazione attraverso una didattica laboratoriale.
Nel giro di visite e foto che abbiamo fatto nelle aule ITA 3, MATE, SCIENZE, LATINO, FILOSOFIA, INGLESE, ARTE abbiamo avuto l’occasione di ascoltare i veri protagonisti di questo cambiamento, cioè i docenti che stanno sperimentando con discreta convinzione un modello di didattica molto più cooperativa.
Nel corso di formazione che hanno frequentato, diretto da uno degli ideatori del modello D.A.D.A., il preside Ottavio Fattorini, è stata prospettata una lezione che si avvale di spazi più flessibili, di aule tematiche, di agorà per dibattiti, di biblioteche per momenti di lettura singoli o collettivi, dove gli insegnanti insieme agli alunni creano le condizioni per incontri, scambi, progetti anche “inaspettati” tra discipline diverse, perché talvolta il caso può diventare alleato della didattica. L’aula non è più un semplice contenitore ma diventa un “prodotto di apprendimento trialogico”: un terzo insegnante che insieme ad alunni e docenti genera curiosità e connessioni, appunto inaspettate.
Il nuovo plesso dell’I.S.S. Dell’Aquila-Staffa, che si spera possa aprire finalmente i battenti il prossimo anno scolastico, offrirà di sicuro spazi più ampi per rendere didatticamente più proficuo il modello D.A.D.A e per trasformare la scuola in un luogo piacevole di studio e di formazione.






