La gran parte dei cittadini di Trinitapoli si impegna molto seriamente a fare la raccolta differenziata dei rifiuti posizionando quotidianamente i bidoncini nei giorni stabiliti e segnalando eventuali disguidi e abbandoni di immondizia sotto gli alberi o altrove. Ci sono, purtroppo, ancora gravi episodi di inciviltà che rendono meno gradevoli le passeggiate in paese e dintorni. Gli argomenti più gettonati in questi giorni di fuoco climatico nei negozi, nelle file alla posta o alla banca sono “rifiuti”, “pulizia di strade e marciapiedi” e le “bollette” della TARI che stanno arrivando puntuali senza alcuna riduzione dell’ecotassa nonostante l’annuncio di aver addirittura superato la percentuale minima richiesta dalla regione del 65%. L’assessora all’Ambiente, dott.ssa Tonia Iodice, ha infatti comunicato durante il comizio del 10 luglio scorso in viale Vittorio Veneto che “noi con il 74,16% siamo tra i comuni più virtuosi nella gestione dei rifiuti della BAT che ci permetterà l’anno prossimo di ottenere il 30% di sconto sull’ecotassa”.
Ci siamo chiesti come fosse possibile questo rinvio al prossimo anno essendo il dato del 74,16% relativo all’anno 2025 e non certo al 2026 ancora in corso. La risposta è arrivata leggendo la Determina Dirigenziale n 115 del 31 marzo 2026 (LINK), avente ad oggetto: Determinazione del tributo speciale per il deposito in discarica e in impianti di incenerimento senza recupero energetico dei rifiuti solidi e contestuale assegnazione a tutti i comuni della regione Puglia dell’aliquota di tributo dovuto per l’anno 2026.
Dall’elenco inserito in questa determina abbiamo appreso che Trinitapoli ha invece raggiunto nel 2025 la percentuale del 63,57%.
In Puglia, ai fini dell’applicazione delle riduzioni dell’ecotassa previste dalla normativa statale e regionale, la percentuale di raccolta differenziata è validata da ARPA Puglia e non da Wmysir (dove sono stati inviati i dati di Trinitapoli), una piattaforma sviluppata e gestita da un’azienda privata, la Microambiente Srl.
In sintesi il procedimento è il seguente:
I Comuni trasmettono mensilmente i dati sulla produzione dei rifiuti e sulla raccolta differenziata attraverso il sistema informativo regionale.
ARPA Puglia verifica e valida i dati di raccolta differenziata di ciascun Comune, predisponendo una relazione con le percentuali ufficiali di RD. Le determinazioni regionali sull’ecotassa richiamano espressamente la “validazione dei dati eseguita da ARPA Puglia”.
AGER (Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti) trasmette alla Sezione regionale competente l’attestazione sullo stato dell’impiantistica di trattamento, elemento necessario per verificare la sussistenza delle condizioni previste dalle linee guida regionali.
La Sezione Ciclo dei Rifiuti e Bonifiche della Regione Puglia utilizza:
1) le percentuali di raccolta differenziata validate da ARPA;
2) l’attestazione di AGER;
3) la propria istruttoria;
per adottare la determinazione dirigenziale che stabilisce, Comune per Comune, la misura dell’ecotassa e l’eventuale riduzione spettante.
La comunicazione avviene mediante la trasmissione della determinazione dirigenziale regionale, pubblicata sul portale istituzionale della Regione Puglia e notificata secondo le ordinarie modalità amministrative.
La determinazione contiene, per ciascun Comune, la percentuale di raccolta differenziata validata, la fascia di riduzione applicabile e l’importo dell’ecotassa dovuta.
In altre parole, ARPA Puglia non comunica direttamente ai Comuni il diritto allo sconto sull’ecotassa: essa certifica (valida) la percentuale di raccolta differenziata e la trasmette alla Regione. È poi la Sezione Ciclo dei Rifiuti e Bonifiche della Regione Puglia, sulla base della validazione di ARPA e dell’attestazione di AGER, che determina ufficialmente lo sconto spettante con apposita determinazione dirigenziale.
Quest’anno, pertanto, come è scritto nella determina non avremo alcuna riduzione e dovremmo invece impegnarci al massimo sino alla fine del 2026 perché i dati di gennaio/febbraio/marzo/aprile/maggio, comunicati dal comune di Trinitapoli all’osservatorio dei rifiuti regionali (non ancora validati) riportano nel mese di maggio la percentuale del 61,11%.
Che fare?
Un mirato coinvolgimento dei cittadini e un’informazione “continua”, come è prescritto nel contratto dell’azienda Impregico S.R.L., forse riuscirebbero a scoraggiare i deturpatori seriali di strade, cestini e giardini, così come una pulizia meno superficiale del paese motiverebbe maggiormente i cittadini ad andare oltre il 65%.
C’è una assoluta carenza di comunicazione che non consente a chi paga la TARI di avere una serie di informazioni relative, ad esempio, 1) al lavaggio di strade, marciapiedi, panchine, 2) al ricavato della vendita delle frazioni di RD. Del tutto assenti, inoltre, le programmate iniziative di eco informatori/facilitatori, appositamente formati, per aiutare utenti anziani, stranieri, disabili, illetterati non solo a differenziare ma anche a produrre meno rifiuti.
Stendiamo un velo pietoso su tutti i buoni propositi esplicitati in un contratto che non fa una piega ma che attende soltanto che qualcuno (il Direttore dell’Esecuzione del Contratto, ovvero il DEC?)) lo faccia rifiorire o che almeno decurti il valore economico di quanto non applicato.
Attendiamo, infine, di leggere il regolamento sul funzionamento del Centro Comunale di Raccolta dei rifiuti, CCR, di via Pisacane che finalmente è stato aperto per tre ore mattutine, dalle 9 alle 12, in via sperimentale, e che si spera possa diventare una preziosa risorsa per una città da “bella figura” che risplenda e profumi di pulito.